Le lampade a incandescenza

12 maggio 2008
Le lampade a incandescenza


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Le comuni “lampadine” sono costituite da un bulbo in vetro nel quale è alloggiato un filamento di tungsteno il quale, attraversato dalla corrente elettrica, diventa incandescente emettendo luce.

Le lampade ad incandescenza sono le più diffuse nell’ambito dell’illuminazione civile ma sono caratterizzate da una bassissima efficienza (circa 12 lumen/watt) poiché l’energia elettrica è trasformata in gran parte in calore e solo in minima parte in luce. Hanno una durata di vita media 6, pari a circa 1.000 ore.

Con l’invecchiamento le lampade emettono sempre meno luce (pur consumando sempre la stessa quantità di energia) e quindi è bene che, superata la vita media, vengano sostituite.

Le lampade ad incandescenza forniscono istantaneamente all’accensione il flusso luminoso nominale che comunque può essere graduato con appositi “variatori”. Emettono luce di tonalità “calda” con un’ottima resa cromatica (capacità di distinguere i colori). Ciò contribuisce al “comfort” visivo tipico di queste lampade. Un altro vantaggio delle comuni lampade ad incandescenza è il loro costo iniziale: sono infatti le più economiche al momento dell’acquisto.

Per quanto riguarda i consumi, però, sono le più costose.




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