Le lampade a scarica nei gas

12 maggio 2008
Le lampade a scarica nei gas


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Le lampade a scarica nei gas, fra le quali rientrano le cosiddette "lampade al neon", sfruttano il principio per cui se tra due elettrodi immersi in un gas o in vapori metallici viene applicata una differenza di potenziale opportuna, tra i due elettrodi si genera una scarica a cui è associata l’emissione di radiazione ultravioletta.

Tali lampade hanno un’efficienza luminosa di gran lunga superiore (da 4 a 10 volte) rispetto a quella delle lampade ad incandescenza, in quanto è più elevata la quota di energia assorbita trasformata in luce. Le lampade a scarica necessitano di una componentistica particolare, che può essere alloggiata nel corpo lampada (lampade ‘integrate’) oppure esternamente.

Alla famiglia delle lampade a scarica in gas appartengono le lampade fluorescenti.

Ve ne sono di quattro tipi: lampade fluorescenti tubolari; lampade fluorescenti tubolari ad alta frequenza; lampade fluorescenti compatte; lampade fluorescenti compatte integrate elettroniche.

Generalmente la “qualità” della luce emessa dalle lampade tubolari fluorescenti tradizionali non è molto soddisfacente. Le lampade “a luce standard” danno origine a tonalità di luce che “falsano” i colori e li rendono sgradevoli. È evidente che queste lampade non sono adatte per l’illuminazione di uffici, negozi, vetrine ecc.., ma possono trovare impiego solo in alcune applicazioni industriali.

Negli ultimi anni, invece proprio per gli usi commerciali, sono state messe a punto speciali miscele di polveri di alta qualità che consentono un migliore comfort visivo e una più fedele resa cromatica. Le varie tonalità e le diverse forme delle nuove lampade possono quindi soddisfare le esigenze più diverse.

Dal punto di vista dell’efficienza e dei consumi, le lampade fluorescenti tubolari sono molto vantaggiose: il rendimento è di circa 90 lumen/watt e la vita media può arrivare a circa 10.000 ore. Quindi, a parità di luce emessa, consumano la quinta parte di una lampada ad incandescenza e durano cinque volte di più. Le lampade tubolari più diffuse hanno un diametro di 26 millimetri. Le potenze più comuni sono da 36 e 58 watt. Sono disponibili nelle tonalità di luce calda, bianca, fredda o diurna.

Sono anche sul mercato lampade tubolari con alimentatori elettronici ad alta frequenza. Esse sono caratterizzate da una durata di vita di circa 12.000 ore, notevolmente superiore rispetto a quella delle lampade di tipo tradizionale. Anche la loro efficienza luminosa, circa 100 lumen/watt, è notevolmente superiore.

Il sistema costituito da queste lampade e reattori elettronici consente un risparmio globale di energia di circa il 25% rispetto a lampade e reattori convenzionali. Altri vantaggi dell’adozione del “sistema” sono:
- accensione istantanea senza starter; assenza di sfarfallamento e di annerimento alle estremità;
- possibilità di un’ottima regolazione del flusso luminoso (dal 10% al 100%) adottando reattori elettronici in una speciale versione (detta “dimming”).

La regolazione del flusso può essere realizzata automaticamente per mezzo di una fotocellula (che legge l’illuminamento sul piano di lavoro, e comanda l’alimentazione della lampada al giusto livello di tensione per far emettere il giusto flusso luminoso), o manuale attraverso un potenziometro. In particolare la regolazione automatica consente di mantenere nei locali un livello di illuminamento prestabilito anche al variare del contributo della luce diurna ed al progredire dell’invecchiamento delle lampade.

Le lampade fluorescenti compatte sono state introdotte all’inizio degli anni ’80 allo scopo di mettere a disposizione degli utenti sorgenti luminose che, pur avendo dimensioni e tonalità di luce simili a quelle delle lampade ad incandescenza, fossero caratterizzate da un’efficienza luminosa e da una durata di vita notevolmente superiori. Per quanto riguarda i principi di funzionamento sono comparabili alle lampade tubolari fluorescenti di cui costituiscono una miniaturizzazione.

Le lampade fluorescenti compatte hanno un’efficienza luminosa che varia da 40 a 60 lumen/watt a seconda del tipo, e quindi consentono di ridurre di circa il 70% i consumi d’energia elettrica rispetto alle lampade ad incandescenza di equivalente flusso luminoso: ad esempio, una di queste lampade da 20 watt fornisce la stessa quantità di luce di una ad incandescenza da 100 watt. Di queste lampade esistono versioni con attacco a vite E 27 ed E 14 (comunemente conosciute come “attacco Edison” ed “attacco mignon”) nel quale è incorporato anche il reattore elettronico: pertanto tali lampade possono essere sostituite direttamente - nel caso di rete a 220 volt - alle lampade ad incandescenza di cui conservano le ridotte dimensioni e la semplicità di attacco.

L’accensione elettronica è adatta per gli impieghi che richiedono un servizio istantaneo e ripetuto, eliminando anche il fastidioso inconveniente dei tempi d’attesa. Queste lampade sono particolarmente indicate laddove vi è la necessità di un uso prolungato e senza accensioni troppo frequenti, sia in ambienti interni che esterni. Costano di più rispetto alle lampade ad incandescenza, ma permettono un sostanziale risparmio nei consumi. E’ probabile che nel futuro, aumentando la diffusione di queste lampade, i prezzi possano scendere.




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