Isolarsi meglio: cappotto interno

25 novembre 2007
Isolarsi meglio: cappotto interno


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Quando si parla di isolamento "a cappotto" solitamente ci si riferisce al cappotto esterno, ma questo tipo di isolamento si può applicare anche sulle pareti verticali interne dell'abitazione, nei casi in cui la realizzazione del cappotto esterno sia particolarmente complessa o onerosa.

Il sistema è applicabile sia sul nuovo che sull’esistente ma trova la sua naturale applicazione sugli edifici esistenti.

Dal punto di vista tecnologico, esso consiste in un’applicazione mediante incollaggio di pannelli composti (per esempio isolante e cartongesso) sulla faccia interna delle pareti di tamponamento. Una soluzione che ha fra l'altro il difetto di ridurre la volumetria interna delle stanza.

Nel dettaglio, la tecnica comporta che il supporto non presenti difetti di planarità e fuori piombo molto accentuati e nel caso di interventi sull’esistente, che vengano rimosse mediante spazzolatura le finiture preesistenti che tendono a staccarsi e a sfarinare e che di conseguenza non assicurano un adeguato aggrappaggio per il collante.

A differenza del cappotto esterno, questa tecnica non corregge i ponti termici e non consente di mantenere le pareti d’ambito a temperatura più elevata, con i vantaggi già visti nella coibentazione dall’esterno, ma può rappresentare comunque un miglioramento sensibile dell'isolamento di una stanza o di un intero edificio ottenibile con costi relativamente ridotti.

Fonte: Enea.it




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