Auto elettriche e centrali nucleari, come ridurre (davvero) le emissioni di CO2

18 marzo 2010
Auto elettriche e centrali nucleari, come ridurre (davvero) le emissioni di CO2


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Le auto elettriche sembra stiano finalmente per arrivare. Non parliamo di costosissimi prototipi, o SUV ibridi da tre tonnellate che consumano quanto due berline turbodiesel, ma di vere auto ad emissioni zero, con autonomia decente e soprattutto un prezzo di acquisto paragonabile a quello delle attuali vetture con motore a scoppio.

Nessuno però si è fino ad ora davvero soffermato ad analizzare le implicazioni di una diffusione su larga scala delle auto elettriche, o perlomeno le modalità di produzione dell'enegia elettrica che dovranno comunque impiegare. Se infatti si rimarrà limitati alle attuali centrali elettriche a gas o a carbone, anche sostituendo del tutto le auto a motore con quelle elettriche si sarà fatto ben poco per ridurre le emissioni di CO2, spostando di fatto la generazione delle emissioni dall'auto alla centrale e ottenendo qualche timido miglioramento per via della maggiore efficienza globale, ma senza risolvere alcunchè.

La soluzione invece potrebbe arrivare dalle centrali nucleari, ma questo è un tabù che difficilmente verrà esplorato dagli ambientalisti, o perlomeno dagli pseudo tali che propugnano l'adozione di auto elettriche senza però spiegarci come produrre in modo efficiente l'energia da queste adoperata.

Quanche timido segnale di dissenso alla linea assolutista del neoecologismo imperante arriva dalla gran bretagna, con un rapporto della Royal Academy of Engineering, il massimo ente che raggruppa i migliori ingegneri britannici, che ipotizza uno scenario possibile per il 2050, con la riduzione dell'80% delle emissioni di CO2. Altro che 10%, qui si parla di eliminare quasi del tutto le emissioni di un paese industrializzato come la Gran Bretagna, con un programma che appare pragmatico e realizzabile.

Programma che prevede l'installazione di 9.600 turbine eoliche sulla terraferma e 10.000 in mare, anche questi progetti ostacolati apertamente da quelle associazioni ecologiste che non si capisce bene a volte in che direzione vogliano puntare. Entro il 2050 dovrà essere in funzione lo sbarramento sulla foce del fiume Severn per produrre energia grazie al movimento delle maree, i pannelli solari dovranno essere adottati da gran parte delle abitazioni e gli scaldabagni attuali sostituiti da ben più efficienti pompe di calore, ma sarà anche necessario costruire 40 nuove centrali nucleari.

L'alternativa alle centrali nucleari è costituita dalle centrali a carbone dotate di apparecchiature per la cattura e lo stoccaggio della CO2, una soluzione che appare decisamente meno affidabile e realizzabile rispetto al ritorno al nucleare.

L'energia prodotta servirà per alimentare le auto elettriche, con punti di ricarica in tutto il paese.



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