Energia nucleare, energia sostenibile

10 marzo 2007
Energia nucleare, energia sostenibile


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Non stupitevi troppo se in un sito dedicato all'edilizia sostenibile ed al risparmio energetico trovate una rubrica sull'energia nucleare: allo stato attuale della tecnologia si tratta probabilmente della fonte energetica in grado di ridurre maggiormente le emissioni di gas serra nell'atmosfera, con costi contenuti, livelli di sicurezza pari o maggiori rispetto alle tradizionali centrali elettriche a combustibile ed in grado di sostenere lo sviluppo dell'economia mondiale per molti secoli a venire.

Ad oggi, l'ostacolo maggiore allo sviluppo di moderne centrali nucleari è stata l'ignoranza, spesso sapientamente diffusa da associazioni falsamente ambientaliste.

Ma l'utilizzo dell'energia atomica assume ancora più importanza in seguito alle decisioni prese in questi giorni dall'Unione Europea: la necessità di ridurre le emissioni di CO2 nell'atmosfera in modo significativo nei prossimi anni potrà infatti essere soddisfatta solo attraverso l'utilizzo di reattori nucleari per la produzione di energia elettrica, perchè le altre fonti di energia alternative non sono in grado di provvedere ad oggi alle necessità di una moderna civiltà industrializzata.

Il solare fotovoltaico ad esempio, oltre ai costi tutt'ora enormi ed alla difficoltà di reperire la materia prima per la costruzione dei pannelli solari, non può certo garantire la costanza di erogazione dell'energia richiesta, e così l'eolico.

Giusto per dare un'idea dei costi necessari per convertire parte dell'attuale produzione di energia elettrica, il costo per produrre l'1% del consumo nazionale attraverso il solare fotovoltaico è pari a circa 20 miliardi di Euro, una cifra enorme che sarebbe sufficiente a costruire ben sei reattori nucleari moderni (come quelli ad esempio che sono in costruzione in Finlandia), reattori che però potrebbero garantire ben il 25% dell'energia necessaria al nostro paese, non solo l'1%...

Ma il problema principale (sollevato in queste settimane da alcuni esponenti "non allineati" della stampa) è che se anche si arrivasse a produrre attraverso il solare fotovoltaico o l'eolico il 10% dell'energia consumata in Italia, occorrerebbe mantenere comunque attive le centrali tradizionali per sopperire alle fluttuazioni di erogazione tipiche di queste tecnologie: i nostri frigoriferi infatti non possono sperare in una giornata di sole o in una bella tramontana per conservare i nostri cibi, così come le aziende hanno necessità di un'erogazione costante di energia sulle 24 ore che nessuno dei sistemi alternativi è in grado di garantire.

In attesa di tecnologie più avanzate, utilizziamo dunque l'energia solare (soprattutto quella termica, la più efficace ed economicamente conveniente) per il riscaldamento delle nostre case e per produrre acqua calda sanitaria, ma soprattutto impariamo a costruire case termicamente più isolate ed in grado di consumare una quantità di energia significativamente più bassa.

Case meglio isolate potrebbero permetterci di abbandonare completamente il gas per il riscaldamento (risparmiando una quantità enorme di gas serra immesso nell'atmosfera), utilizzando al suo posto sistemi alternativi come appunto il solare termico, stufe o caldaie a legno o pellet (che non influiscono sul bilancio del CO2) o energia elettrica prodotta con moderni reattori nucleari.

E senza paure di cartelli da parte dei due unici fornitori di gas all'Italia, che potrebbero il prossimo inverno incidere pesantemente sui nostri portafogli e - peggio ancora - lasciarci al freddo. 
 
Nella foto un impianto nucleare in Lituania.




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