Intesa europea sulle energie: apertura al nucleare

11 marzo 2007
Intesa europea sulle energie: apertura al nucleare


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L'accordo raggiunto in questi giorni in seno all'Unione Europea sul tema del riscaldamento globale ha avuto il grande merito di riportare all'attenzione del pubblico l'importanza dell'energia nucleare.  Il consiglio UE infatti ha stabilito un piano d'azione per cercare di contrastare i mutamenti climatici in corso, approvando il piano presentato dal cancelliere tedesco Angela Merkel, presidente di turno dell'Unione Europea.

"Spero" ha commentato il cancelliere tedesco, "che otterremo l'accordo degli stati membri su questo testo che ha sicuramente dei nuovi elementi di qualità".

In realtà non sono mancate profonde divisioni all'interno dei 27 membri del consiglio, in parte risolte con la promessa di compensazioni economiche alle nuove nazioni dell'Europa Orientale, ma che soprattutto si concentrano su pro e contro all'energia atomica.

L'obiettivo vincolante del patto è l'utilizzo di almeno il 20% dell'energia da fonti rinnovabili entro il 2020, un obiettivo decisamente difficile da raggiungere alla luce delle tecnologie attuali e dei bilanci non certo rosei della maggior parte dei paesi europei. Ma ancora più complessa sarà l'applicazione di questa intesa, perchè l'accordo politico raggiunto legalmente non sembra poter vincolare in effetti nessuno degli stati membri, che perdipiù si dividono sulla possibilità o meno di includere il nucleare fra le tecnologie ammesse.

"Proporremo una legislazione", ha detto il presidente Barroso, annunciando che l'esecutivo presenterà le sue proposte "nel terzo trimestre dell'anno". L'emanazione di un'apposita legge consentirebbe in effetti alla Commissione Europea di fare ricorso alla Corte di giustizia contro uno Stato inadempiente, ma dovrà essere a sua volta oggetto di nuovi negoziati.

Il nodo del nucleare

Grazie soprattutto alle pressioni francesi, la Commissione ha riconosciuto l'importante contributo offerto dall'energia nucleare nel limitare le emissioni di CO2 nell'atmosfera. E' evidente infatti che il raggiungimento degli obiettivi previsti potrà essere ottenuto solo grazie ad un nuovo sviluppo della tecnologia atomica, settore in cui la Francia e molti dei nuovi paesi dell'est sono all'avanguardia ma che vede ad esempio l'Italia ferma da anni grazie ad un ostruzionismo che non ha eguali nel mondo, e la Germania ugualmente frenata da un'opposizione "verde" che riesce ad ottenere visibilità mediatica assolutamente sproporzionata all'effettiva rappresentanza politica.

Estremamente soddisfatto il presidente della Commissione Ue Barroso: "Questo è stato il vertice più significativo cui ho partecipato, l'Europa ha dimostrato che è possibile prendere decisioni importanti e ambiziose e quando i leader europei andranno al G8 a giugno potremo dire che l'Europa assume la leadership" e che gli altri "devono unirsi a noi nella lotta ai cambiamenti climatici".




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